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lunedì, maggio 19, 2008 ![]() Il cretino è imperturbabile, la sua forza vincente sta nel fatto di non sapere di essere tale, di non vedersi né mai dubitare di sé. [Fruttero & Lucentini - Il cretino in sintesi] Nuvolaglie Sarà un caso, ma da quando abbiamo messo le sdraio sul terrazzo non ha più smesso di piovere. Io alle coincidenze non credo. Alla sfiga, tantissimo.
Mattinata di trabajo, passata a ricomporre comunicati stampa come cadaveri in obitorio. Ci piovono a catinelle nel computer e li defibrilliamo con gran spreco di sinonimi-e-contrari. Cambi una virgola lì, aggiungi un punto là, ci innesti qualche dichiarazione rintracciata altrove. Un lavoro di assemblaggio spicciolo e riciclaggio sporco. Così funziona l'ambaradan. Del resto, il giornalista è cannibale (e pure, ebbene sì, un tantinello coprofago) perché si nutre del prodotto degli altri, nello specifico di grigi e anonimi cugini ANSA, simili a entità astratte più che a concreti esseri viventi. Woodward e Bernstein sono nomi da manuale accademico, annegati in un'ormai silente mitologia e lontani da noi la distanza di svariate ere geologiche. E se parliamo di sparatorie in strada - perché questo facciamo - non è perché ci piaccia particolarmente l'odore del sangue: a quello si diventa immuni previa apposita iniezione di cinismo. È solo che bisogna pur trovare la maniera - nel bene ma soprattutto nel male - per riempire quei benedetti ventisei minuti. Le ore volano via veloci, un motivo in meno per lamentarsi. E comunque, detto sinceramente, lamentarsi di che? Mi ci sto abituando: alle sveglie, al lavoro in sé, ai mille piccoli meccanismi che regolano questo baraccone. Per adesso, mi sta bene così. Un passaggio, un'esperienza, una prova. E i nervi ancora in piedi. Verso la fine di questa settimana mi sguinzagliano nella giungla a girare tre o quattro servizi in una sola mattina. Nell'attesa, me ne sto in disparte a scrivere e osservare, sentendomi metà intrusa e metà intontita. Ho bisogno, come sempre, di capire le persone che ho di fronte. Perciò le studio: punti di forza e punti deboli. Prendo le misure fingendo di non sapere che saranno le misure, alla fine, a prendersi me. E non mi sono ancora posta la domanda-chiave, altrimenti detta «l'Innominabile Questione». Per ora vaga nella testa e mi infastidisce, perché è troppo presto. Bilanci e prospettive, roba così. In compenso me l'hanno già chiesto in tanti, e davvero non so cosa rispondere. Va bene, dico, finora è tutto abbastanza tranquillo. Beh, conoscendomi dalla bellezza di ventiquattro anni lo so per certo: presto o tardi i nodi verranno al leggendario pettine. Ma essendo anche - nel tempo libero - una sobria ottimista, spero soltanto che non decidano di farlo tutti assieme. Espirato da gen | 18:50
| commenti (9) venerdì, maggio 16, 2008 ![]() È filato tutto liscio Dietro ogni paese, c'è una sagra: limpido momento di comunione che, allo scadere di ogni anno solare, dà lavoro ai costruttori di tendoni.
Un tempo, quando le terre emerse pullulavano di déi annoiati e bisognava contentarli tutti, durante le sagre s'imponevano sacrifici di bestie cornute, pecore dal florido vello e - nei casi più sfigati - primogeniti e fanciulle vergini. Le divinità, satolle del sangue innocente versato per loro, tornavano così alla propria routine quotidiana. Zeus a scorrazzare ignudo fra le poche vergini sopravvissute. Sua moglie Era ad affilare il divin mattarello, aspettando il suo ritorno. Pallade sulla spiaggia a risolvere Sudoku impossibili. Febo a fare il tamarro sul suo nuovo modello di "Cabrio del Sole", sgasando a una media di 1300 km/h. Ares a esercitarsi da solo con un'enorme plancia di Risiko - gli Achei attaccano con tre, Ilio si difende con uno. E Afrodite, la più bella fra le dee, a pretendere continue conferme della propria avvenenza: Dimmi umano, chi è la più gnocca fra le gnocche? Eh? Chi è? Uh, sono io, hai ragione. Ma grazie. Grazie. Gli autografi dopo. Aspetta, chi hai detto che è la più gnocca? Come se non fosse ontologico. Morti gli déi, il rito della sagra è ancora un appuntamento irrinunciabile. L'unica occasione per veder sfilare trattori d'epoca, vincere la gara del bacio più lungo o il pregiatissimo concorso "Miss Tartufella". Siccome tutto il mondo è paese e ogni paese ha la propria specialità, per far fuori le scorte in eccesso si organizza la sagra. E non c'è pretesto culinario che non valga la candela. L'asparago tiene banco a Santena. La patata (tubero) a Sauze D'Oulx. Il grissino a Gassino. Il porcino a Montoro Superiore. I crotti a Vie del Paese. Il tartufo ad Alba. La lumaca ad Antrodoco. Il prosciutto a Bassiano. Lo speck a Bolzano. Le pesche a Castel Gandolfo. La pera spadona a Castel Madama. Le regne a Minturno. Le cozze a Portovenere. Il prugnolo e la spugnola a Frassinoro. Lu stennemass a Cologna Paese. La fettuccina a Grotte Santo Stefano. Il gnocco a Selva di Trissino. Lo spaghetto dei carbonai a Fratticiola Selvatica. Il carpione ad Albavilla. Il töcc a Brescia. La salsiccia n'ti canton a Castelvecchio. Il salamino d'asino a Castelferro. La piscialetta a Surbo. La mostarda di fichi d'India a Pedagaggi. I sapori braciglianesi - ça va sans dire - a Bracigliano. Per dire. In verità, alle spalle di qualunque sagra che si rispetti, si cela soprattutto un gusto perverso. Poiché la sagra è - per definizione - provinciale, nelle narici domina l'odore della salsiccia, elemento ricorrente. Negli occhi, un'orgia di macchie di finto leopardo, vibranti sulle camicette in finta seta delle indigene. Nelle orecchie, note di fisarmonica e file midi. Perché l'accompagnamento musicale è importante quasi quanto l'afrore bisunto della salsiccia alla piastra. Spesso si tratta attempati playboy: Marco & Giampiero, Ezio & Giuseppe, Pantaleo & Giacomino. Oppure, la leader del complesso è un donnone d'altri tempi (Pamela, Maura, Marika). O ancora, lo sfavillante duo è composto da un uomo e una donna, talvolta marito e moglie: ad ogni modo, i faccioni di un Oscar e di una Gisella vi saluteranno sorridenti dalla locandina all'ingresso, abbronzati e senza tempo. E sotto, come una promessa, come una minaccia, a pennarello blu ci sarà scritto SERATA DANZANTE. Maiuscolo. Inequivocabile. Assiomatico. Potete scommetterci un prugnolo, di serata danzante si tratterà. Alla prima nota di fisarmonica al primo bit di file midi alla prima esortazione del front-man (Belle signore presenti, cominciamo a riscaldarci, questo brano è per voi) donne uomini vecchi bambini cani parroci parrucchieri fruttivendoli baristi tutti e dico tutti con uno scatto di antiche ossa e muscoli atrofizzati e gonnelloni a pieghe e camiciotti a quadri tutti si alzeranno in piedi. Matematicamente, con precisione svizzera, in poche frazioni di secondo le coppie già formate avranno trovato uno spazio vitale sulla pista e lì, zum-pà-pà zum-pà-pà, avanti avanti avanti, indietro indietro indietro, a destra destra destra, sinistra sinistra sinistra, balleranno senza tamponarsi mai. C'è qualcosa di esoterico in quel movimento. Qualcosa che dà le vertigini. Qualcosa che non ti spieghi. Ma come facciano a schivarsi i piedi, a non incastrarsi, disossarsi o sgangherarsi le anche reciprocamente, è destinato a restare per noi - gente di città - un mistero. «Te sta' dentro
ché qua fuori è un brutto mondo.» -Radiofreccia- Espirato da gen | 19:57
| commenti (2) mercoledì, maggio 14, 2008 ![]() Chi la capisce è bravo
Interrompiamo il collegamento col nostro inviato dai bassifondi della psiche per dare una breve comunicazione di servizio: Gen ha puntato la sveglia alle 8 del mattino, evento epocale che non si verificava dal lontano millenovecentonovantatrè. È già EMERGENZA SVEGLIA su strade e autostrade. Sono previsti scioperi del sistema nervoso dalle 10 a mezzogiorno. Consigliamo alla popolazione di restare in casa, bere molta acqua e attendere con pazienza i messaggeri dell'apocalisse, che - come i colleghi postini - suonano sempre due volte. Gli esperti non escludono tempeste di neve a bassa quota e incursioni di cavallette killer. Fino ad allora, mantenete la giusta dose di calma e lucidità mentale. Qualora la vostra vita fosse in pericolo per le ragioni sopraelencate, vi invitiamo a comporre il numero verde in sovrimpressione. Un pool di psicologi e sacerdoti è già all'opera per convincere Gen a smettere, seduta stante, di lavorare. Espirato da gen | 00:36
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