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(in altre parole: l'ho scoperta anch'io ma non ho capito a cosa serva?)




















































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martedì, settembre 25, 2007

Gen, in quattro diverse espressioni
da brigatista della prima ora.

E poi, a braccetto con la pioggia, venne il sole. Ché non si capiva chi dei due stesse trascinando l'altro. Immagina che bellezza, un guinzaglio di sette colori. C'era vento, anche, e l'acqua cadeva orizzontale colpendoti un lato soltanto della faccia, quello buono. Tu porgevi l'altra guancia ed eri salva, per un po'. E se anche non avevi dormito, e se pure avevi bevuto costantemente molto più di quanto i tuoi 49 chili (e un minimo di buonsenso) ti avrebbero permesso, ti sei riconosciuta, distante e molto (molto) più in alto di qualsiasi pensiero.
Li sorvolavi - grandi come formiche - li dimenticavi.

Ma ho letto su un muro, tempo fa, che la lucidità è sempre in agguato. Era scritto con lo spray nero, senza errori d'ortografia. In agguato nell'aria di settembre che sconfessa la frivolezza di un temporale estivo, cucendosi addosso nuvole fatte per restare. 
Perciò tocca calarsi dalla torre, dai grattacieli, dalle montagne, e annusare l'aria che tira là sotto, coi piedi ben saldi sull'asfalto. Aspettare che si copra di pioggia prima, e di neve poi. E prepararsi per l'inverno, quando i cappotti non basteranno per certi freddi, quando ci sarà bisogno di braccia e di mani.
Ora, è il momento di sedersi e smaltire.
È il momento di sedersi, respirare e scegliere.

Espirato da gen | 16:54 | commenti (14)