Cat PowerJukebox (2008) Radio Virgin Italia[FM 90.90 a Torino] Eddie VedderInto the wild
Into the wild _ American Gangsters _ La promessa dell'assassino _ Io sono leggenda _ Ricomincio da tre _ Non ci resta che piangere _ Asso _ Non è un paese per vecchi _ Chicago _ Breakfast at Tiffany's _ 21 _ Next _ Oxford Murders - The Mist ___ Cloverfield _ Thank you for smoking _ L'uccello dalle piume di cristallo ___ Sogni e delitti _ 30 giorni di buio _ Shoot'em Up _ Profumo (storia di un assassino _ Sunshine
Una donna può stringere legami di amicizia con un uomo; ma per mantenerla, è forse necessario il concorso d'una leggera avversione fisica. [Friedrich Nietzsche, da Umano, troppo umano]
Poteva essere una bella amicizia. Di quelle che si parla di tutto e niente per ore. Con la bella stagione, potevamo prendere un gelato. Magari da Fiorio, gusto gian d'la doia altresì detto gianduia. Il migliore della città, dicono. Oppure un aperitivo. Ci saremmo ingozzati insieme di salatini, pizzette e altre amenità. Il vino avresti fatto finta di assaggiarlo tu, ché a me il ruolo dell'intenditrice vinicola imbarazza troppo. Non riconosco la differenza fra un tavernello e un beaujolais, figurarsi davanti al maitre. Chissà quanti caffè potevamo prendere. Due macchiati, no? E ciarlare ad libitum, al tavolino. Ti ho mai raccontato di quando. Pensa invece che io. Mio fratello una volta. Se c'è una cosa che proprio non sopporto è. Le risate, immagini? Gran pacche sulle spalle. Racconti di problemi con le reciproche metà. La ragazza che vorresti baccagliarti e forse non ce n'è. E ancora sorridenti, nel momento di salutarsi, con la soddisfazione di una piacevole compagnia dipinta sulla faccia, e il pensiero: «Che bello, dovremmo rifarlo, prima o poi».
Invece no. Perché siamo in troppi: io te e l'amore. Quel bastardo. Oddio, bastardo no. Non sempre. A meno che non venga da una parte sola. La tua, in questo caso. Ed è strano come, dai miei castelli sull'essere amici, di chiacchiere gelato e aperitivi, abbiamo finito per ridurci a un bello zero tondo tondo, fastidiosi uno all'altra come l'orticaria. Ma così va il mondo, pieno di amicizie bruciate in partenza. Dannati ormoni.
[sul retro] Torino, 25 marzo 2006 5.25 del mattino Cari "voi", ci sono una notizia buona, una cattiva e una cattivissima. Quella buona: abbiamo fatto le Olimpiadi. Lo sapete già, avrete visto un certo Rocca cadere e scivolare giù, "rocca" di nome e di fatto, like a rolling stone. «Rocca s'arrocca», vaticinò un nostradamus che conosco. Ma nonostante questo, ebbene, abbiamo fatto le Olimpiadi, che è ben diverso dal mero sopportarle. Quella cattiva: sicché ogni bel gioco dura poco, anche questi dovevano finire. Sono spariti i bizzarri individui raminghi meglio noti come "turisti", tutti cartine e macchine fotografiche e accenti d'altrove. Il tasso di sorrisi gratuiti procapite è sceso in maniera vertiginosa. Quelli che stronzi erano, stronzi sono ritornati. Understatement è un tipico esempio di eufemismo-autobiografico-torinese destinato a non passare mai di moda. A proposito: il mio tabaccaio di fiducia ha ripreso a fingere di non conoscermi. Non è timido, pover'uomo. È una merdaccia. Quella cattivissima: riguarda le ragioni del mio lungo silenzio. No, altro che blocco creativo. Magari. Sono stata rapita. Dagli alieni. Ecco, non so se mi spiego: avete idea di quali e quante angherie psicologiche, privazioni e sottili torture emotive ho dovuto sopportare? Non c'era modo di ottenere un bidet, e - più di tutto - un sano piatto di pasta al dente. Del caffé, poi, non voglio parlare. [Per intenderci, il pianeta vsh78392 è un po' come la Francia, ma senza collegamento a internet] Comunque - tolto un microchip sottocutaneo che fa impazzire i metaldetector (ho dovuto inventarmi la scusa del by-pass) - va tutto bene. Vi farò avere presto mie notizie. Intanto, ricordate di spostare avanti l'orologio, domattina. È uno dei riti che preferisco.