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(in altre parole: l'ho scoperta anch'io ma non ho capito a cosa serva?)




















































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domenica, settembre 18, 2005

Cosa vuoi che sia
Passa tutto quanto
Solo un po' di tempo e ci riderai su
Cosa vuoi che sia
Ci sei solo dentro
Pagati il tuo conto e pensaci tu

[fast forward]
È la vita in cui abiti
[fast forward]
Chi ama meno è meno fragile
[stop.]

Se fosse facile mi tirerei indietro. Ingoio una lacrima il gusto dell'ultima marlboro un bicchiere, tutti insieme. Tequila: voglio sentir girar la testa, così qualcosa si muove. Almeno. Bum bum. Il mondo un vortice, il resto fermo. Sigarette fumate con rabbia, sul balcone, piove.
[La rabbia è una strategia dell'orgoglio per non perdere la faccia]
[mentre neghi le mie mani, con delicatezza]
[Le mani]
[e a conti fatti 'sta delicatezza fa schifo come dolcificante nel caffè]
Sono fatta così. Cosa vuoi che sia. Gioco col fuoco solo per vincere.
Al limite brucerò. 

Espirato da gen | 15:57 | commenti (12)






mercoledì, settembre 14, 2005

Quelli del ritorno son sempre giorni strani. Ché c'è
chi dice che stai buttando via il meglio
chi dice che quel Meglio verrà
chi dice che devi lasciar perdere
chi dice "Aspetta", chi dice "Vai"
(sorridendo del tuo essere sempre la copia identica di te stessa)

Sono tornata e (quasi) niente aveva il sapore della mia immaginazione. Perciò i ritorni son stati due. Il secondo una questione di testa che costringe il sognabile a un atterraggio di (s)fortuna. 
 
Qualcosa in contrario se conservo i sorrisi per tempi migliori?

(nella foto: Alba (CN), anonimo segnale di stop se-non-fosse-che)
(nelle orecchie: 3DoorsDown - Landing in London)
(nella bocca: bacco e tabacco)
(nella testa: un capro espiatorio)

(Tra le dita:   aria   )


Espirato da gen | 15:14 | commenti (8)






martedì, settembre 06, 2005

Borsa e Valigia decisero di farsi una vacanza per conto loro. Ne avevano parlato pochi minuti prima in auto, nel bagagliaio.
"Uh, quanto peso", disse Borsa.
"Non me ne parlare - le fece Valigia, di rimando - Questo mese americano mi ha distrutta".
Si lanciarono il tipico sguardo detto del Buon Intenditore. Poche parole. Borsa allargò la zip e prese fiato.
"Non sei stufa di andare avanti e indietro, servire il padrone e poi ammuffire in cantina, scaraventata a destra e a manca senza un minimo di riguardo o un semplice grazie?". Era la prima volta che ne parlavano. 
Convennero che entrambe erano stufe.
"Dai - fece Borsa nell'entusiasmo del momento, ignorando le occhiatacce del vecchio Beauty Keis - andiamo a divertirci. Spassiamocela, per una volta, noi due. L'hai mai fatta una vacanza da sola, te?". Valigia scosse il manico.
Fu allora che decisero come quando e dove.
L'aeroporto, il rullo trasportatore, la libertà.

Espirato da gen | 14:19 | commenti (13)






domenica, settembre 04, 2005

Qualcuno sa spiegarmi perche' al ritorno le valigie sono sempre piu' pesanti che all'andata? Parlo di peso mentale. Le valigie, al ritorno, sono piu' pesanti da pensare, ecco.
Di la' quei mostri vuoti dalle bocche cavernose vegetano accanto al letto. Mi guardano. Mi sfottono. Non ce la faro' mai, ho tutto il tempo del mondo ma non ce la faro', in queste condizioni.
[Ho centellinato il mio ultimo margarita e mezzo sul deck. Sorsi piccoli cosi' non ne ho mai fatti, in vita mia]
E cosi', come si suol dire, it's over. E quando e' over, spesso e' proprio over. Questa e' una di quelle volte in cui vorrei scrivere qualcosa di intelligente a tutti i costi, anche correndo il rischio di essere criptica. Ma non esce niente.
Penso all'Italia e a cio' che mi e' mancato: beh, gli spaghetti, ma non solo. [Siano maledette le valigie, che sembrano concettualmente tanto affascinanti, ma solo all'andata] Penso ai miei ultimi 31 giorni qui. E penso anche che sara' bello, forse, tornare alla solita vita dopo tutto questo vedere.
E raccontare il raccontabile perche' il resto, va da se', ha bisogno di parole non ancora in commercio.
O magari no.
Ho avuto bisogno di una borsa extra, il cui nome d'arte sara', da oggi: la magica valigia delle puttanate. Ci sono dentro tutti i regali/souvenir, per chi me li ha chiesti anziche' no. Se penso che ho speso meno verdoni per vivere che per riempirmi le tasche di cianfrusaglie assortite, mi vien male.
Pero' dove caspita lo trovavo il libro giapponese delle invenzioni inutili, se non qui?

Espirato da gen | 08:54 | commenti (11)