Add to Technorati Favorites


Licenza Creative Commons

Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
(in altre parole: l'ho scoperta anch'io ma non ho capito a cosa serva?)




















































mrharrison in Chi la capisce &egra...
utente anonimo in Chi la capisce &egra...
Eleon.Jeremy in Chi la capisce &egra...
pep. in Questa è l...
gen in Questa è l...
mrharrison in Questa è l...
pep. in Questa è l...
lamondina in Questa è l...
mrharrison in Questa è l...
gen in Questa è l...


martedì, luglio 26, 2005

E allora, va bene, loro se ne vanno, e io sono ancora qua a guardarmi le unghie dei piedi. Ho messo tra me e la partenza un cielo grigio che s'intona tanto bene con l'umore, ma alla fine penso che sia giusto così: che quest'estate si vaghi tutti all'insegna del Grande Altrove. Beh, il mio è di una qualità più - come dire - estrema. [Lo sveliamo? Lo vogliamo svelare, una volta per tutte?]
Comunque. Quel che importa ora è fare un count-down perfetto, three two one let's go, e salutare con un bell'inchino. Sarà il mesemmezzo più lungo, quello che viene, e imbottito di fotografie, e-mail, passi, voli, chilometri. Di facce, modi e parole stranieri. Di stupore transoceanico e di bullshit (stronzate).
È dal remoto 1984 che mi gira questo viaggio nelle vene, ma tra il dire e il fare - mai fu scritta frase fatta più calzante - c'è sempre di mezzo il mare. Epperò non un mare qualsiasi: il mastodontico e spaventevole oceano mare che tante magagne addusse al misero Colombo.
Ed è così che, con soli 513 anni di ritardo, salpo decollo anch'io alla scoperta del Nuovo Mondo, ma per me niente Nina, né Pinta, né tantomeno SantaMaria. Al suo posto un Boeing da Londra, che coi tempi che corrono è già di per sé un ottimo incipit. E siccome la ciurma si compone di Me Stessa, Io e Me, l'unico serio rischio di ammutinamento sta in una crisi acuta di schizofrenia.

Iu es ei. West Coast, California. San Francisco.

Penso che mi farà bene starmene in disparte, dovermi sentir sola per forza: sedermi come Otis Redding on the dock of the Bay, mentre la nebbia inghiotte quel groviglio metallico che è il GoldenGateBridge; oppure farmi predire la sorte da un biscotto della Fortuna comprato a China Town; o ancora, non so, conoscere uno yankee per metà irlandese e per metà francese e per metà giapponese e per metà hawaiano, uno yankee con quattro metà che per un giorno diventi la mia metà sputata, dopodiché yankee, go home.

Non so.
Per stanotte ho pensato troppo. Il tempo che mi resta da ammazzare è già prenotato: ho in testa una canzone. Talmente triste che, invece del tempo, rischio seriamente di ammazzare me.
Remy Zero - Fair.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

P.S. Siamo sicuri che gli indizi portassero a San Francisco?
(ebbene sì)

      

Un leone marino di stanza al Pier 39.
E uno dei tipici cable-cars che fanno l'altalena sulle strade di San Francisco.
[Lo so. Era difficile. Per questo motivo il premio-souvenir potete prenotarlo comunque]



Espirato da gen | 02:56 | commenti (17)






lunedì, luglio 18, 2005

T_ _ PAS_ _ _GERS

In sottofondo
[British Sea Power] Please stand up

- Salve. 
- Buonasera. Posso esserle utile?
- Ci conto: avrei bisogno di chiacchiere e caffé.
- Il caffé ce l'abbiamo, per le chiacchiere stiamo aspettando, dovrebbero arrivare.
- Quando?
- Non so, fine mese credo. Lei di che tipo le vorrebbe?
- Passive, il genere di discorsi che si ascoltano e tutt'al più si annuisce con la testa, il minimo sindacale per far vedere che si è ancora svegli.
- Eh, proprio quelle che van via più in fretta. C'è stato un boom, quest'anno.
- Non importa, ripasso, intanto magari mi riposo un po'. Sono in vacanza.
- Beata lei. Arrivederci allora.
- Bene, arrivederci.
- ...
- ...
- Sicura che non vuole altro? Abbiamo una fornitissima scelta di svaghi: mare, montagna, romanzi, libri da colorare, cd masterizzati, pagine di Word semivuote, falò sul fiume...
- Veramente cercavo qualcosa di, come dire, meno impegnativo. Sa, i miei amici stanno partendo tutti, e inizia a salirmi l'angoscia.
- Ansia da prestazione estiva. Mi faccia indovinare: vuole fare le foto migliori, scrivere le cartoline più belle, vivere mille cose raccontabili... Posso darle una scatola di Prozac, ma sottobanco.
- ...
- ...
- Non è che le avanza un po' di silenzio?
- Un attimo solo. Controllo in magazzino quanto n'è rimasto.

Take me somewhere quiet please
These motorway exit gates
Are calling to me dearly
And I need a place to go

°°°°°°°°°°°°


Dove va in vacanza Gen?
(un bel gioku per sabotare il Sudoku)
Indizio #2
 



Questo è un gioco per solutori più che abili o solo ben-informati.
Un aiutone? Non sarà:
Boston
l'isola di San Foca
la Fiera del Peperone Capsico
la Sardegna

Espirato da gen | 15:50 | commenti (12)






venerdì, luglio 08, 2005

Regalo di mio fratello, il pappone
(automaticamente promosso a portachiavi dell'auto)

Ho 20 anni + 1 anno + 1 giorno. 
Ah, anche una borsa arancio con paillettes - un orologio bicolore - il dvd di "RadioFreccia" - una maglietta molto rock 'n' roll - un portachiavi politically incorrect - uno Svaroschi originale - un biglietto aereo quadripartito.
Ho ventun'anni e posso bere in ogni parte del mondo. Resto disordinata come l'altroieri. Se something's gonna change, sta già cambiando. Mi si sbucciano le spalle. Sembra quel gioco che facevo all'asilo per togliermi il vinavil secco dalle mani. Mi piace pensare che sia periodo di muta, invece è solo che non ho messo la crema.
Adoro il verso dei gabbiani.

°°°°°°°°°°°°


Dove va in vacanza Gen?
(un bel gioku per sabotare il Sudoku)
Indizio #1
 


Questo è un gioco per solutori più che abili o solo ben-informati.
Ricchi premi al vincitore.
Sarà forse un bel souvenir (su richiesta)?
Aut.Min.Rich.
Scade il 3 agosto 2005.

 

Espirato da gen | 17:22 | commenti (19)






lunedì, luglio 04, 2005

(Welcome)back to nineteen-eighty-two


Come ha  sottolineato Giulia, il Live8 de noantri in qualcosa ha peccato. Innanzitutto nella dicitura: laivotto. C'incazziamo tanto coi francesi per la loro smania di tradurre l'intraducibile (v. computer = ordinateur; mouse = souris; etceterà etceterà), per poi cadere nello stesso e/orrore sciovinista. Così la Cercato, che ad ogni collegamento orgogliosa ribadisce 'laivotto, laivotto, siamo in Italia, da noi si chiama laivotto', e paventa tra le righe di aver avuto una discussione in merito col socio, il Magno Floris.
Laivotto sembra il nome di un paese lombardo con circa 230 abitanti.
Dunque, Flavia Cercato: che distoglie lo sguardo, pudica, manifestando la voglia di vivere di un condannato a morte. E il Magno Floris, che intervista con la stessa serietà funerea (o dovremmo dire professionale?) sia Veltroni che la Cortellesi, salvo poi farsi scappare un sorrisino ogni tanto.
Eppoi la Pausini, nei suoi imbarazzanti duetti con Baglioni (di cui si vedono, in controluce, i tiranti) e Renato Zero, mentre di là ci sono gli Who - no, ma ci rendiamo conto? gli Who! -, e se non ci fosse il canale 109 di Sky ti verrebbe da pestare un dirigente RAI preso a caso dal mucchio.
Chissà quanti dialoghi del tipo:
- Ehi, ma questa non mi è nuova...
- Ovvio, è la sigla di C.S.I.!
Ma, alla fine, eccoli: i Pink Floyd, dal palco di Londra, the big one. Una scritta in sovraimpressione avverte: Dopo 23 anni i Pink Floyd si riuniscono per il Live 8. Pensi: minchia. Lo so, non è un pensiero molto profondo, ma è tutto quello che viene. Stai pensando che 23 anni fa non eri né un ovulo né uno spermatozoo vincente. Esistevi sì e no come idea hegeliana, ma molto meno concreta. E di cose da allora ne sono passate, però un altro mondiale non l'abbiamo vinto. E poi pensi: 1982.
[Nel 1982 un gruppo poco poco conosciuto come i Rolling Stones si esibiva allo Stadio Comunale di Torino, alias non-più-di-cento-metri-da-casa-mia. Il concerto era previsto per la sera, ma caso volle che l'Italia di Rossi arrivasse in finale, perciò Mick (in pantaloni di pelle fuxia) e compagni di merende suonarono "Angie" al pomeriggio, per dare il tempo ai pastasciuttari 'd Piemont di godersi la partita.
Sottolineo: a cento metri da casa mia, e io non esistevo neanche].
Non so come la veda la mia generazione, a cavallo tra lira ed euro, appassionata di cartoni come Fievel sbarca in America senza sapere niente della Guerra Fredda, ma - ecco - io un po' di nostalgia, davanti ai Pink Floyd riuniti e canuti, l'ho sentita.
Mi vedevo come nella pubblicità del decaiffenato:
- E quanti veri concerti rock devi vedere?
- Tutti quelli che mi sono persa.
Praticamente tutti.

P.S. Nelle prossime puntate, comincia il grande gioco a premi Indovina dove va in vacanza Gen. Coloro ai quali ho già fatto una testa quadrata sulla destinazione (e sono tantissimi) dovranno astenersi dallo svelare l'arcano. Ricchi premi e tanta simpatia. E prometto che il ricco premio ci sarà davvero.

Espirato da gen | 21:37 | commenti (6)






venerdì, luglio 01, 2005

Sbagliato candeggio?
L'ennesima mazzata all'utopia dell'Uomo Virile, in sintesi quello che non deve chiedere mai, arriva dalla moda primavera-estate. 
Mutato - per amor del fèscion - in una barbie barbuta coi pettorali turgidi, l'homo modajolus dell'anno domini 2005 sfoggia un fornito campionario di t-shirt rosé, che riesce ad indossare con non-chalance alle feste house come alla sagra di paese. Fatto ancor più sconcertante, il divino homo modajolus in maglia rosa non ha mai imparato a pedalare: nella maggiorparte dei casi, l'ultimo approccio ai pedali risale a quando aveva 11 anni e cercava di fottere il ciao a sua nonna.
Oggi è un uomo (s)fatto e (s)finito: possiede uno scooter truccato dal carrozziere di fiducia (solitamente Tony o Salvatore-detto-Salvo), e una ragazza truccata più del motorino perché da tempo le hanno tolto la strozzatura dal collettore dello scarico del cilindro.
Ma attenzione, bisogna fare un distinguo: c'è rosa e rosa, la rivoluzione dei costumi su questo punto non transige. Gli uomini veri si distinguono dai paridi impomatati in base alla gradazione scelta, secondo la semplice regola: 'Pallido è bello'. Chi pensava di riesumare vecchie lacoste anni ottanta rimarrà deluso. Lo shocking resta out.
Quindi, aspiranti modaioli, se non volete concedervi una maglietta che l'anno prossimo farà già ridere, aprite il cassetto dell'armadio, estraetene una bianca (meglio se di tre taglie più stretta) e ficcatela in lavatrice con un calzino rosso. Risultato assicurato e fèscionissimo
Pensare che l'anno scorso ne ho prodotte ben due - c'era anche una gonna, per fare il paio - e (maledetta la mia lungimiranza) le ho buttate. Oggi sarei quantomeno stilista Fred Perry.
 

Espirato da gen | 19:59 | commenti (9)