Add to Technorati Favorites


Licenza Creative Commons

Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
(in altre parole: l'ho scoperta anch'io ma non ho capito a cosa serva?)




















































mrharrison in Chi la capisce &egra...
utente anonimo in Chi la capisce &egra...
Eleon.Jeremy in Chi la capisce &egra...
pep. in Questa è l...
gen in Questa è l...
mrharrison in Questa è l...
pep. in Questa è l...
lamondina in Questa è l...
mrharrison in Questa è l...
gen in Questa è l...


sabato, novembre 06, 2004



Déjà-dit
Dipingimi distorto come un angelo anormale che cade
Offendimi, se odiare è un crimine il prezzo è uguale e fa male
E vedo te, io e te, niente conta in fondo
Illumina annulla le paure oh luna nulla è uguale
(Verdena - Luna)

Déjà-vécu
La musica è rumore bello. Verdena. Corpi si muovono sui bassi, gli alti ci feriscono di striscio. Vibriamo.
E non penso a niente.
Chiudo gli occhi.
Non penso a niente. Là fuori stelle sbucano e muoiono sulla nostra testa.
Il silenzio che sa già di coltello, un chiodo che cede, quel sentirsi cornici fuoriposto aggrappàte al muro per non cadere.
Giù.
6 milioni e 492 mila cose da dire, un minuto per farlo, coscienza in overflow.
E Lancers Rosé e pollo con mandorle e unghie mangiate. 
Un suonatore di sitar squattrinato e un marajà.
L'ennesima Camel per accorgersi che dalla bocca è uscito solo fumo.

Déjà-fini
Siamo qui / già le 4 e siamo qui / finestrini socchiusi su strade troppo strette e diritte / per chi vuol cambiar rotta / oppure sdraiarsi un po'.
























Espirato da gen | 15:41 | commenti (35)






venerdì, novembre 05, 2004


Signorina, vedo che manca dallo scorso mese. Spero abbia con sé un valido motivo.
Dottor Schultz, io e la tecnologia abbiamo riscontrato una forte incompatibilità di carattere. Mi creda sulla parola.
Possiamo accettare un certificato medico, a voler essere generosi. Però, capisce, questo silenzio non convince: ci serve comunque un motivo. Che so, si sente male?
Un leggero bruciore di stomaco. Al massimo qualche episodio d'insonnia volontaria, ma nulla più. Per il resto solo indigestioni di vita, e mi si perdoni l'assuefazione.

Dove sei stata, cos'hai fatto mai?
Le dirò, il solito can-can.
Ho scoperto di essere indie più o meno da una vita, pur senza sapere (tuttora) che accidenti significhi. Ammesso che qualcuno lo sappia davvero.
Notte di Halloween in un albergo abbandonato, come da copione. Segue "Halloween 3", splatter spudorato anni '80, e a sorpresa un indimenticabile Jerry Calà in "Professione vacanze". Le lascio immaginare il nostro spavento davanti alla pettinatura di Mara Venier.
Tante sbronze da perderci la testa in via definitiva: molte per dimenticare, troppe per ricordare.
Persone di straordinaria follia.
Una quantità sovrumana di progetti neonati. Ma nessun neonato in progetto.
Altrettante decisioni prese poi tradite infine ripescate dal mazzo. E che mazzo: posta altissima, poker d'assi servito on a silver tray, su un vassoio d'argento.
Se la risposta è amore, la domanda qual è?
Una domanda retorica.
Certi giorni ci chiediamo: è tutto qui?
Guardi, al momento mi sforzo di spostare i confini dell'impossibile. Ho scoperto che si possono scardinare, volendo, che un limite davvero netto non c'è. E so che lo Sceneggiatore a cui devo tutti i colpi di scena, laggiù, se la ride fino all'iperventilazione.
Mi viene in mente la miglior battuta di "Halloween 3", e forse del millennio. Il protagonista, una specie di medico baffuto con la faccia da paramecio, ché se quello dev'essere l'eroe del caso facciam prima a suicidarci tutti, serafico nel momento di maggior pathos arriva a dire: «Ho come la sensazione che ci sia qualcosa che non ho capito».
Ecco, mi segue? Stessa sensazione, mancano solo le maschere di zucca assassine e gli automi del Settecento che schiumano melma verde. Per il resto ci siamo.
Bene. Ora che - nostro malgrado - è tornata a rendersi ridicola, pensa di restare?
Io vorrei. Non vorrei. Ma se vuoi.
Stando così le cose, prescrivo:
un esame di informatica a stomaco pieno
almeno 12 ore di sonno al giorno (e che siano consecutive, non si azzardi a rateizzare la dose)
chilometraggio illimitato (panacea per tutti i tipi di ansie, scompensi ormonali e scatti d'ira funesta)
caffé sociali e spaghettate luculliane
Può bastare. E non si faccia venire il sangue amaro nei prossimi giorni, ché poi bisogna drenare tutto ed è un casino.
Certo che no, Dottor Schultz, sarò uno zuccherino. I miei ossequi.
Stia bene. Ricambio le condoglianze.





























Espirato da gen | 01:51 | commenti (8)