
![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. mrharrison in Chi la capisce &egra... utente anonimo in Chi la capisce &egra... Eleon.Jeremy in Chi la capisce &egra... pep. in Questa è l... gen in Questa è l... mrharrison in Questa è l... pep. in Questa è l... lamondina in Questa è l... mrharrison in Questa è l... gen in Questa è l... |
lunedì, maggio 31, 2004 ![]()
Espirato da gen | 23:08
| commenti (13) venerdì, maggio 28, 2004
Espirato da gen | 15:27
| commenti (8) giovedì, maggio 27, 2004
Espirato da gen | 14:47
| commenti (6) mercoledì, maggio 26, 2004
AAA CERCASI SEGRETARIO/A TUTTOFARE.
Espirato da gen | 01:46
| commenti (6) martedì, maggio 25, 2004
Espirato da gen | 01:04
| commenti (6) domenica, maggio 23, 2004
![]() I was walking around, just a face in the crowd Trying to keep myself out of the rain... Confusione nello shaker. Di ruoli, di pensieri, di interferenze. Le ore scorrono liquide sotto il mio ponte, non c'è verso di fermarle al momento giusto. Papaveri nascono rossi e scompaiono sul ciglio della strada. La notte è lunga, piove dal cielo. Parole svuotate su parole senza forma. Senza forze. È finito il tempo del cazzeggio, chi l'avrebbe mai detto. Proprio adesso che i miei obbiettivi sono onde a bassa frequenza, che non ho la forza di puntare i piedi per resistere alla corrente di ritorno. Tra le dita, un mix di "dovrei" accavallati. Come sabbia. Rovescio tutto in un bicchiere (un po' per terra) e butto giù. Le medicine cattive che fanno bene, ma nello stomaco sono come cemento. Il futuro filtrato da occhi astigmatici è nebbia di una vaghezza insopportabile, e non vorrei. Non dovrei. Devo. Scardinare qualche porta per scoprire i segreti che nasconde. Dire. Fare. Baciare. Scrivere una lettera che non credo di spedire. Ma qualcosa m'inchioda al pavimento, sotto il soffitto. Non riesco a strappare la mia ombra dal muro. Come sull'altalena, sai quanto è comodo che spinga qualcuno per te. [E ho disimparato come si fa] A muovere le gambe al ritmo giusto, per assecondare il dondolio. Avanti, indietro, avanti, indietro. [E devo imparare un'altra volta] Un'altalena ferma è un gioco senza scopo. ...No one wants to be themselves these days Still there's nothing to hold on to but these days. Espirato da gen | 20:23
| commenti (7) giovedì, maggio 20, 2004
![]() X-Files Succedono cose strane, cose brutte, cose non-sense. Sarebbe bello dire "cose dell'altro mondo", ma è una formula sbagliata nelle premesse. È questo il mondo, così come ce l'hanno dopato e impacchettato. N° 1: vogliono spostare la tomba di Jim Morrison, ovunque purché non a Parigi. Dopo 33 anni di residenza, dopo 33 anni di nostalgie e cadeaux (alcolici-biglietti-sigarette-marijuana) mai consumati, qualcuno ha deciso che non se ne può più, dei bagordi post-mortem. Pare che Oscar Wilde, Edith Piaf e Chopin abbiano firmato una petizione contro il rumore: non riescono a dormire tranquilli, col Re Lucertola e le sue salamandre a dar festini. Io trovo incredibile che riesca a far casino pure da là sotto, ma tant'è. Potere del rock. Alla faccia del rigor mortis. N° 2: Se la comicità è in crisi, non possiamo addossare la colpa a Emilio Fede, Tutto ciò per avvisarvi che ieri, alle 19 ora locale, è stato conferito il premio internazionale "Uomo Più Coraggioso dell'Anno", indetto dall'associazione italoamericana Sons of Italy (since 1905). Se non ne eravate al corrente, nessun problema. Non lo sapeva nessuno, a parte Bush, i simpatici italoamericani di cui sopra, Emilio Fede, la Senette e il vincitore. Immaginate la scena: Giorg Dabl Iu col cappello da walker texas ranger accanto agli italoamericani coi nomi più pizza-maffia-mandolino che ci siano (Eddy Lo Cascio, Fred Esposito, Jack Rizzuti, Tony Renis...), e poi lui, "the bravest man of the year", il sorriso più splendente e inflazionato d'Italia, il gran barzellettiere, il goliarda delle foto ufficiali, il burlone della classe, il cantautore di Apicella, un uomo che racchiude in sè ossimori inspiegabili, che si fregia del titolo di presidente e - non pago - di operaio. È proprio lui, l'Uomo più Coraggioso dell'Anno. Silvio Berlusconi. Avrà sventato un raid di zanzare-tigre, a insaputa degli elettori? Sono fiera di lui. Sono proprio orgogliosa. Ho passato gli ultimi dieci minuti aggrappata alla ringhiera del balcone. Mi fanno male le mascelle. Tra pochi minuti - siete avvertiti - sarò inghiottita da una tristezza cosmica. La sensazione che ci sia qualcosa di storto che non posso afferrare. Mi consolo leggendo una poesia. L'ho presa al primo distributore di poesie d'Italia. Forse del mondo. Funziona come quello dei chewing-gum fosforescenti: infili 50 centesimi, giri la manovella e il caso sceglie quale pallina farti rotolare giù. Dentro c'è un biglietto. Una poesia. Tante poesie. Quella. Qualcosa ha ancora senso, dopotutto. Espirato da gen | 21:31
| commenti (11) mercoledì, maggio 19, 2004 ![]() Tic tac. Tic Tac. Tic Tac. Tic tac. Tic Tac. Tic Tac. Tic Tac. Tic Tac. Tic Tac. Presto o tardi Abbiamo posto il quesito "Vacanze?", con annessi e connessi, a un rappresentativo campione di giovani fra i diciannove e i vent'anni. In base alle analisi riportate, intendiamo evidenziare la delega diffusa delle più infime decisioni a un Qualcuno immaginario che presumibilmente farà tutto da sè, e il modo in cui questa pratica, sulle lunghe distanze, generi situazioni di panico/annichilimento/rimpiattino/ansia/stress da lastminute. Ecco le risposte [Dati forniti dall'Istat, Divisione "Politiche Giovanili & Dinamiche di Gruppo"] A dicembre: (previa risatina) Maddai, dobbiamo ancora sopravvivere al cenone. Ne parliamo più avanti. A gennaio: (previa risatina) Non so, è presto per dirlo. Può darsi che parta addirittura coi miei. Meglio se ne parliamo più avanti. A febbraio: (previa risatina) Boh, fa troppo freddo per pensarci. [segue filippica sui rispettivi esami] Ne parliamo più avanti? A marzo: (previa risatina) Ah già, è vero, le vacanze. Mi era quasi passato di mente. Avevo pensato alla Croazia. Anche il Portogallo non sarebbe male. Chessò, magari affittiamo un alloggio. Però è troppo presto. Parliamone più avanti quando ci siamo tutti, ok? Ad aprile: (previa risatina) Eh, dove andiamo? Croazia? Portogallo? Congo? Siberia? Dovremmo quantomeno decidere. Chi vota Croazia? [dieci mani alzate] Chi vota Portogallo? [dieci mani alzate. qualche conto non torna]. A questo punto Portogallo. O Croazia. Ne parliamo di nuovo a maggio, quando ci siamo tutti? A maggio: (niente risatina) Croazia? Croazia. Chi siamo? [uno, due, tre, quattro, cinque... numero variabile da otto a quindici] Campeggio? Tenda o bungalow? Forse sarebbe meglio l'alloggio. Sai, ne avevamo parlato. Chi vota per l'alloggio? [dieci mani alzate. la somma continua a non tornare] Macchine? [i nostri giovani molto rappresentativi si guardano negli occhi e affrontano il primo ostacolo con rassegnazione colpevole] Bene, non abbiamo macchine. Dovremmo prenotare l'alloggio. [cala il silenzio] Oh. Non vorrai mica dirmi che adesso è troppo tardi? I-M-P-O-S-S-I-B-I-L-E. Dobbiamo. Assolutamente. Riparlarne. Entro. Questa. Settimana. ![]() Espirato da gen | 00:02
| commenti (12) domenica, maggio 16, 2004
Espirato da gen | 19:25
| commenti (13) giovedì, maggio 13, 2004
![]() Jim, alzati e cammina. So che stai benissimo a Père Lachaise. Puoi sentirmi? Dicono che ti sei fatto seppellire a pancia in giù perché tutti, passando, baciassero il tuo fondaschiena. E già soltanto per questo te la sei meritata, Parigi. Ma cantagliene ancora una, una che fa così: Go real slow / Vai piano per davvero You like it more and more / Ti piacerà sempre di più Take it as it comes / Prendila come viene Specialize in havin' fun / Impara a divertirti come si deve. Il sole colpisce secco sui dehors e la gente ha una fretta stonata. Tacchi alti ballano sopra musiche metropolitane da clacson e "perbacco [censura versione 1.0], metti quell'accipicchia [censura vs 2.0] di freccia, brutto figlio di passeggiatrice [censura vs 3.1]". Soffro i primi stress di stagione. Il caldo mi sfianca. Le polemiche verniciate di etica e profumate morale mi sfiancano. E mi sfianca dare spiegazioni. A distanza di cinque giorni e/o di quattro anni. Mi chiedo perché ci sia sempre bisogno di un perché. Inevitabile? Non direi. Quella è una parola per pigri di fantasia, le alternative ci sono. Porgere l'altra guancia (quella illesa) è un'alternativa. Basta avere una trachea talmente elastica da farci passare un paio di rospi. Poi giù quintalate di digestivo, alla vostra salute. Una bella dieta a base di rospi e siamo tutte pronte per la prova bikini, che dite? Secondo me funziona. Intanto qualcuno si annoia, abbracciato al piede del fante di bronzo. Pensa che rispondere sia inutile come soffiare su una brace. Il coltello ha un manico solo, ognuno reagisce come può: vivere è un "fight club", vincono i picchiaduro e i picchiastuto. E "a quelli che hanno niente da dire, del tempo ne rimane". Espirato da gen | 23:14
| commenti (22) mercoledì, maggio 12, 2004 ![]() Choose your speed Questione di velocità. Giorni in cui la vita ti tampona. Da dietro. Strombazza col clacson e ti lascia lì, a contare i danni, se ce ne sono. Passa oltre, preme sull'acceleratore, scatta in avanti, quarta e quinta nel rettilineo. Molto più veloce di te, la vita. E tu, che non puoi fermarti, che devi starle incollata alle luci di posizione per non perderti niente, per sapere dove va. Sono le regole del gioco: devi seguirla, anche se corre ai duecento all'ora. Occhi-autovelox ovunque. Non c'è scampo, lei è più veloce. Speri che sappia la strada. E intanto, con gli occhi puntati fissi sul miraggio dei suoi fanali, non ti godi il panorama, non hai tempo per scattare fotografie che durino. Poi ti sorprende: decide di rallentare e spezza il ritmo. La raggiungi, filate parallele. Un chilometro o due sotto controllo, vi analizzate a vicenda. Ma il tuo freno ha tempi lenti di reazione. La sorpassi per inerzia. E un po' ti spaventa esserle davanti, sapere che potrà svoltare in una via laterale, da un momento all'altro, costringendoti all'inversione di marcia. Tieni d'occhio lo specchietto retrovisore. Che fa? Perché va così piano? Cerchi ancora di precederla, assecondandone la velocità. Dai, superami, che aspetti? Adesso sì, potresti concentrarti sul resto: paesaggio, semafori, pedoni. Ma sei la prima della fila, guidi tu, decidi tu dove andare. Tutto troppo difficile quando non conosci la meta. Al prossimo autogrill, una delle due dovrà fare il pieno di obbiettivi. Speri che stavolta tocchi a lei. PI ESSE Il post sotto ha scatenato un piccolo vespaio. Proprio ciò che non volevo. Quel giorno sono tornata a casa amareggiata, that's all. Non è colpa di nessuno. Forse sono io che sbaglio nel prendere certe posizioni drastiche. Ma tengo a specificarlo: sono opinioni. Tutto quello che vedete qui - dalla prima all'ultima lettera - è un'opinione. A volte consapevole, altre meno. Capita, quando si sceglie una parola piuttosto che l'altra. Conscia o inconscia, una semplice opinione. Condivisibile? Non condivisibile? Io la butto lì, stop. Mi dispiace che qualcuno si sia sentito così preso in causa. Mi dispiace che le mie considerazioni (personali) siano sembrate accuse. E mi dispiace ancora di più dover scrivere del meta-blog. Lo trovo un lavoro infame, come fare l'arbitro o il professore. Non saremo mai tutti d'accordo, perché ognuno la vive in modo diverso. Né ho la presunzione di essere l'unica a sapere come si faccia (quante volte devo ripeterlo?). Adesso voglio chiudere qui la "disputa". Come direbbe Mia Wallace: «Ci abbiamo ricamato troppo sopra». E chiedo scusa agli offesi. Espirato da gen | 12:05
| commenti (6) lunedì, maggio 10, 2004
Certe Espirato da gen | 19:20
| commenti (28) martedì, maggio 04, 2004
![]() De Pulzellae Infighettatae Interno, caffè di tendenza. Giorno. Pioggia. Piazza Vittorio nelle vetrate. La protagonista [bruna, capelli legati, felpa bordeaux, cappotto grigio] sbatte il cucchiaio sulla tazzina a ritmo di requiem. Fissa la matita con sguardo catatonico. I clienti del locale mormorano che sia in trance e la punzecchiano di sfuggita con una forchetta per controllare che sia ancora viva. È viva, ma si annoia a morte. Sfoglia le fotocopie di un libro (sociologia?) guardando solo le figure, in questo caso una somma di grafici. Stacca il cervello. Sorseggia il contenuto della tazzina con espressione assorta da pubblicità Calvin Klein. Merita un primo piano. Cambio d'inquadratura. Sempre interno. Sempre giorno. Sempre pioggia. Stesso momento nel caffé di tendenza. Tre ragazze altrettanto di tendenza fanno la loro entrata scodinzolante, ridacchiando come uccellini. La Bionda (tale Bea) scannerizza i clienti in cerca di carne da macello. La Brunetta-con-frangia-obliqua, che precede la Sciapa di qualche metro, agita la coda con fare vezzoso e ostenta una borsa catadiottrica. Squadrano la protagonista. La protagonista ricambia l'attenzione con un ringhio. Si siedono. «Allora, la Titti che fa, vieene?». La Titti? «No, lo sai che non mangia mai fuori, da quando ha iniziato questa specie di dieta». Nota n° 1: sputtanare la Titti è sport nazionale. «Pensavo di andare anch'io dal dietologo» «Noooo, Mimmi, tu non ne hai mica bisogno» Nota n° 2: negare l'evidenza è segno di prestigio sociale. Partono a parlare di feste e discoteche. Nota n° 3: la magistrale dilatazione della E e il sibilo strisciante della S sono ssseegno di preessstigio sssocialee. Partono a parlare di uomini, mezzi uomini e quaquaraquà. Nota n° 4: per sottolineare la propria intelligenza, è di buon gusto intercalare il discorso con qualche "minchia" e "cioè" ben assestato. Partono a parlare di un ragazzo meglio conosciuto come Vegeta [humour da reparto lobotomia] per il suo spiccato spirito clorofilliano. A questo proposito, si accende un curioso dibattito. La Brunetta-con-frangia-obliqua confessa angelica: «Ma non è che me lo voglio beccare, mi piace così, mi piace anche parlare con lui». Non ci crede neanche lei. S'innesca una gara a chi lo imita meglio e vince la Bionda all'unanimità. La Brunetta si giustifica dicendo: «Non è mica come sembra, no no no, un cazzo proprio», che tradotto significa: le apparenze ingannano. Nota n° 5: il superlativo assoluto si costruisce col suffisso stra. Esempi: straserio, straforte, strabella, strasimpatico, strabico, strage e stratosfera. A seguire un'arringa della Bionda sulle professioni meglio retribuite: fare la witch alle feste della Prince non rende, ma in compenso un posto da cubista vale 100-130 euro a serata. Lo consiglia alle amiche, che escono soddisfatte per recuperare la Titti in Piazza Castello, lasciando la nostra protagonista alla sua catalessi. dietro un'altra acconciatura, eri dietro una paura che non lasci mai...
Espirato da gen | 21:32
| commenti (22) domenica, maggio 02, 2004 ![]() Bologna mon amour Un treno, ma stavolta vero, ferma a Piacenza, Broni, Voghera (patria della casalinga d'Oc), Reggio Emilia, Modena, Parma. Città di tortellini, truffatori, lasagne e serial-killer. Nomi stampati in bianco su sfondo blu, cartelli che costellano i binari di storie inventate sul momento. A scatti una bic tra le dita, spruzzi di giallo su tutta la campagna, sguardi, variazioni di accenti. Capolinea. Qualche soldo in tasca alla ricerca di un posto per svernare. Intrecci sghembi di strade nuove, la borsa sempre in spalla se le gambe non ci mollano. Rubo qualche fotogramma a un piccione. Ed è lì, Bologna. Bologna che non si fa aspettare. Bologna fiera dei suoi portici. Bologna ferita da un boato nero, quel 2 agosto 1980. Ti si gela il sangue davanti alla lista degli innocenti. Bologna come un formicolio di vite parallele. Bologna che arrossisce di vino e fedi politiche, Bologna che ha un viale Lenin e un corso Stalingrado. Bologna immensa nell'abbraccio di Piazza Maggiore: luci calde la sera, un flauto di Pan per suonare "O Sole Mio", e un po' ti chiedi perché, un po' ti spiace. Una camera sottotetto con stencil floreali alle pareti, dal bancone quel cortile stretto (sale una musica dolce) e molte finestre. Nell'aria che anticipa maggio in quattro giorni di festa della Liberazione, il popolo di Piazza Verdi ha tra le mani soltanto bottiglie di birra da 66, e canta Capossela, canta i Modena. Bologna, dalla Torre in tutto il suo orizzonte, ti ricorda che puoi essere grande se hai qualcosa da dire. Ci ritornerai. Prenderai ancora quel treno e le darai un morso veloce che forse non sarà intenso quanto la prima volta. Prima di ripartire, prima di tornare. Espirato da gen | 20:31
| commenti (8) |